giovedì 23 febbraio 2017

Per un uomo


Per un uomo a piedi scalzi,
la felicità è un paio di scarpe.

Per un uomo che indossa scarpe vecchie,
è un paio di scarpe nuove.

Per un uomo che ha scarpe nuove,
è un paio di scarpe più belle.

E di certo l'uomo che non ha piedi,
sarebbe felicissimo di camminare scalzo.

Misura la felicità con quello che hai,
non di quello che ti manca.

Michael Josephson
Foto: Bergen (Norvegia)




 

domenica 12 febbraio 2017

Il pannolino


Cose che accadono quando si cambia un pannolino.

Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni: perché lo dice la mamma, perché lo dice la suocera, perché il bambino ha cagato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammicità.
Il vero, autentico, cambio del pannolino prevede la presenza della merda.

Di solito accade così: la mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia a piuttosto cretina: "E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l'angioletto?".
Poi la mamma va di là e vomita.
A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: "Che schifo!" e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio.
Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino.
E' fondamentale non distrarsi mai.
Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua.
Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.

Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso".
E' il momento della verità.
Si staccano due pezzi di schoch ai lati e il pannolino si apre.
La zaffata è impressionante.
E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine.
Ma tant'è: non c'è niente da fare.
O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
Io, ad esempio, mi sono convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt.
Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.
Se guardate è più difficile.
Ma senza guardare?
Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

Impugnare con la mano sinistra le caviglie e tirarlo su come una gallina.
Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una.
Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta.
Scuotete allora il blocchetto fino ad avere tra le dita un numero inferiore a cinque salviette.
A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in giro.
Tamponate ovunque con le salviettine profumate.
Ritirate su il pollo e con un gesto veloce pulite il sedere del bambino.
Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio.
Nella mano destra, una bomba chimica.

Non andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio.
Ve ne verserete alcune gocce sulla mano.
Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti.
La sera ne troverete traccia nei calzini.
Completamente lubrificato, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la Maionese Calvé e del gesso liquido.
Ne riempirete il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuirete variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
A quel punto avete praticamente finito.
A quel punto il bambino fa pipì.

Il bambino non fa pipì a caso.
La fa sul vostro maglione.
Voi fate un istintivo salto indietro.
Errore.
La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio.
Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.

Prendere il pannolino nuovo.
Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli).
Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.
Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di schoch e il pannolino si chiude.
Sì, ma quanto si chiude?
Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto, così è troppo largo.
Si può arrivare anche a una ventina di tentativi.
E' in quel momento che il bambino comincia a intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino.
E' questo il  momento dei poussoir.
Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: "Partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir".
Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna.
Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito.
Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà.
Pensate ai bambini dell'Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai!
Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma.
Lei chiederà: "L'hai messo il borotalco?"
Voi direte: "Sì". Con convinzione.

Ripercussioni fisiche e psichiche.
Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso.
Per almeno tre ore è convinto di avere nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta.
Quando l'effetto svanisce subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane e cretino.
Alcuni si spingono fino a consultare il settore "decapottabili" su Gente & Motori.
Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù.
Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.
In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo, profumo di yogurt!




 


 

 


sabato 11 febbraio 2017

Indirizzi email e uomini delle pulizie


Un disoccupato sta cercando lavoro come uomo delle pulizie alla Microsoft.

L'addetto del dipartimento del personale gli fa, come test di prova, scopare il pavimento, poi lo intervista e alla fine gli dice:
"Sei assunto, dammi il tuo indirizzo email, così ti mando un modulo da riempire insieme al luogo e la data in cui ti dovrai presentare per iniziare".

L'uomo, sbigottito, risponde che non ha il computer, né tantomeno la posta elettronica.

Il tipo gli risponde che se non ha un indirizzo email significa che virtualmente non esiste e quindi non gli possono dare il lavoro.

L'uomo esce, disperato, senza sapere cosa fare e con solo 10 $ in tasca.

Decide allora di andare al supermercato e comprare una cassa di 10 chili di pomodori.

Vendendo porta a porta i pomodori, in meno di due ore riesce a raddoppiare il capitale, e ripetendo l'operazione altre 3 volte si ritrova con 160 $.

A quel punto realizza che può sopravvivere in quella maniera, parte ogni mattina più presto di casa e rientra sempre più tardi la sera, e ogni giorno raddoppia o triplica il capitale.

In poco tempo si compra un carretto, poi un camion e in un batter d'occhio si ritrova con una piccola flotta di veicoli per le consegne.

Nel giro di 5 anni il tipo è il proprietario di una delle più grandi catene di negozi di alimentari degli Stati Uniti.

Allora pensa al futuro e decide di stipulare una polizza sulla vita per lui e la sua famiglia.

Contatta un assicuratore, sceglie un piano previdenziale e quando alla fine della discussione l'assicuratore gli chiede l'indirizzo email per mandargli la proposta, lui risponde che non ha il computer né l'email.

"Curioso - osserva l'assicuratore - avete costruito un impero e non avete una email.
Immaginate cosa sareste se aveste avuto un computer!!!".

L'uomo riflette e e risponde:
"Sarei l'uomo delle pulizie di Microsoft".

Morale n° 1 - Internet non ti risolve la vita
Morale n° 2 - Se vuoi essere assunto alla Microsoft, cerca di avere una email.
Morale n° 3 - Anche se non hai una email, ma lavori tanto, puoi diventare miliardario.
Morale n° 4 - Se hai ricevuto questa storia via email, hai più possibilità di diventare uomo delle pulizie che miliardario.

Foto: Uzés (Francia 2013)
 





Topo o mouse?


Vi sono mai capitati errori di traduzione?

Bene, non penso che vi sia mai capitato qualcosa del genere e non posso immaginare cosa sia successo al traduttore una volta che i suoi capi sono venuti a conoscenza di cosa è successo.

LE PALLE DEI TOPI: ISTRUZIONI PER L'USO

Il mouse, in francese si chiama "souris", in spagnolo "raton", in tedesco "maus" e solo noi italiani, invece di chiamarlo "topo", lo chiamiamo "mouse", in inglese.
Gli americani della IBM non lo sapevano e hanno tradotto, un po' troppo letteralmente, un loro manuale di istruzioni distribuito in tutte le filiali del mondo, tra cui quella italiana.
Il testo in originale, in  inglese, è stato tradotto in italiano, quindi, in questo modo:

"Le palle dei topi sono da oggi disponibili come parti di ricambio.

Se il vostro topo ha difficoltà a funzionare correttamente, o funziona a scatti, è possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio. 


A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle palle, è sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale esperto.


Prima di procedere, determinate di che tipo di palle ha bisogno il vostro topo.


Per fare ciò basta esaminare la sua parte inferiore.


Le palle dei topi americani sono normalmente più grandi e più dure di quelle dei topi d'oltreoceano.

La procedura di rimozione di una palla varia a seconda della marca del topo.

La protezione delle palle dei topi d'oltreoceano può essere semplicemente fatta saltare via con un fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o antiorario.

Normalmente le palle dei topi non si caricano di elettricità statica, ma è comunque meglio trattarle con cautela, così da evitare scariche impreviste.

Una volta completata la sostituzione il topo può essere utilizzato immediatamente.

Si raccomanda al personale esperto di portare costantemente con sé un paio di palle di riserva, così da garantire sempre la massima soddisfazione dei clienti.

Nel caso in cui le palle di ricambio scarseggino, è possibile inviarne richiesta alla distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici:
PIN 33F462 - Palle per topi americani
PIN 33F8461 - Palle per topi stranieri "




Foto: Ranua Zoo - Finlandia 2010

giovedì 9 febbraio 2017

Serenata al mondo


Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel vedere tagliare gli alberi di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino, in poche righe.

Una volta volevo descrivere la bellezza della neve caduta sulla terra, ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.

Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato, ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava il fiume.

Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle, ma la poesia l'aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.

Una volta piansi per le cattiverie e le ingiustizie del mondo, ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.

Un giorno cercai di dire la verità, ma la verità l'avevano già detta i bambini. 

Romano Battaglia - Serenata al mondo
Foto: Murales Via Morosini - Milano


 
 
 

lunedì 6 febbraio 2017

Dannazione ragazzo


Dannazione ragazzo,
non innamorarti di una ragazza solo perché ha un bel culo,
o una terza piazzata bene.

Non innamorarti solo perché ha belle forme,
quelle con il tempo andranno a farsi fottere.

Piuttosto, innamorati del profumo della sua pelle,
delle emozioni che ti regala con un sorriso.

Innamorati dei suoi abbracci e delle sue carezze.

Innamorati delle sue imperfezioni,
rendile uniche e inimitabili.

Cogli la sua vera essenza,
ubriacati di lei.

Non badare alle forme,
scava nel suo animo e arriva fino al centro del suo cuore.

Innamorati di questo,
perché è l'unica cosa che troverai sempre.

Bob Marley
Foto: Provenza 2013 





 

domenica 5 febbraio 2017

Perché è giusta



La vigliaccheria chiede: E' sicuro?
L'opportunità chiede: E' conveniente? 
La vana gloria chiede: E' popolare?
Ma la coscienza chiede: E' giusto?
Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione 
che non è né sicura, né conveniente, né popolare.
Ma bisogna prenderla.
Perché è giusta.

Martin Luther King
Foto: Norvegia 2006 





 

Fare come l'asino di Buridano


Fare come l'asino di Buridano

Significa essere talmente indecisi di fronte a due alternative valide,
da farle diventare irrealizzabili.

Questo modo di dire si riferisce al famoso paradosso attribuito al filosofo Giovanni Buridano, secondo il quale un asino, posto di 
fronte a due quantità perfettamente uguali di fieno, 
indeciso fra le due, 
si lascia morire di fame, essendo incapace di decidersi. 

Foto - Passo San Pellegrino 2016



sabato 4 febbraio 2017

Le parole


Abbiamo parole per vendere,
parole per comprare,
parole per fare parole,
ma ci servono parole per pensare.

Abbiamo parole per uccidere,
parole per dormire,
parole per fare solletico,
ma ci servono parole per amare.

Abbiamo le macchine per scrivere le parole,
dittafoni, magnetofoni, microfoni, telefoni.

Abbiamo parole per fare rumore,
parole per parlare non ne abbiamo più.

Gianni Rodari
(Foto - Murales in memoria di Enzo Jannacci) 





Foto by Dany

Foto by Dany
 

Io non pretendo


Io non pretendo di sapere cosa sia l'amore per tutti, ma posso dirvi che cosa è per me: l'amore è sapere tutto su qualcuno, e avere la voglia di essere ancora con lui più che con ogni altra persona.

L'amore è la fiducia di dirgli tutto su voi stessi, compreso le cose che ci potrebbero far vergognare.

L'amore è sentirsi a proprio agio e al sicuro con qualcuno, ma ancor di più è sentirti cedere le gambe quando quel qualcuno entra in una stanza e ti sorride.

Albert Einstein
(Foto - Andora 2016)
 


 



 

Per ogni fine c'è un nuovo inizio


E' una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito.

E' una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto.

Ci sarà sempre un'altra opportunità, un'altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.

Per ogni fine c'è un nuovo inizio.

Il Piccolo Principe





Per fortuna è ancora in garanzia


- Beh, come va il tuo anno?
- Non è più il mio anno . . . l'ho riportato indietro ...
   I mesi e le settimane andavano benissimo, ma aveva dentro
   un mucchio di giorni brutti.
   Sono stati molto gentili nel riprenderselo . . . hanno detto che
   succede in continuazione.

Lucy

 

mercoledì 7 ottobre 2015

Il sasso


Isole Lofoten - 2014    


La persona distratta vi è inciampata.

Quella violenta, l'ha usato come proiettile.

L'imprenditore l'ha usato per costruire.

Il contadino stanco invece come sedia.

Per i bambini è un giocattolo.

Davide uccise Golia 
e Michelangelo ne fece la più bella scultura.

In ogni caso, la differenza non l'ha fatta il sasso, 
ma l'uomo.

Non esiste sasso sul tuo cammino 
che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.

 

lunedì 3 novembre 2014

Wall of Dolls - Milano


 

Anche la moda milanese scende in campo contro la violenza sulle donne.

Decine di artisti e scrittrici, insieme con alcune Associazioni, hanno realizzato il "Wall of Dolls" con protagoniste le bambole, i giocattoli che hanno accompagnato da sempre l'infanzia delle bambine e che diventano ora il simbolo di una femminilità troppo spesso violata.

L'iniziativa, ideata da Jo Squillo, nelle intenzioni dei promotori "vuole mandare un messaggio forte: un muro di silenzio è un muro da abbattere, scuotendo le coscienze, per non restare indifferenti di fronte a questo fenomeno".

LaRepubblicaMILANO.it 







Foto by Dany