sabato 29 settembre 2012

Io non amo - Boris Pasternak



Norvegia
 

Io non amo la gente perfetta, 

quelli che non sono mai caduti, 

non hanno inciampato. 

La loro è una virtù spenta, di poco valore. 
A loro non si è svelata la bellezza della vita.



lunedì 5 marzo 2012

Il giorno più bello della storia - Gianni Rodari






S’io fossi un fornaio
Vorrei cuocere un pane
Così grande da sfamare
Tutta, tutta la gente
Che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole
Dorato profumato
Come le viole.

Un pane così
Verrebbero a mangiarlo
Dall’India e dal Chilì
I poveri, i bambini
i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.




venerdì 24 febbraio 2012

Te gira la ciribiciaccola?





Te gira la ciribiciaccola?

Ti gira la testa? Stai impazzendo?

"Ciribiciaccola" nell'antico dialetto significava "ordigno macchinoso e complicato da ruote".

Così è sempre stata chiamata la torre nolare dell'Abbazia di Chiaravalle, che si erge maestosa sopra il presbitero e che fino a pochi anni fa era vista anche da molto lontano emergere slanciata e possente sulle marcite e sui filari di gelsi della "bassa".

La torre viene chiamata "Ciribiciaccola" da una filastrocca in dialetto milanese.

Sul pont de Ceravall
gh'è una ciribiciaccola
con cinq cent ciribiciaccolitt.
Val pussee la ciribiciaccola
o cinq cent ciribiciaccolitt?

Sul ponte di Chiaravalle
si vede una torre chiamata ciribiciaccola
con cinquecento ciribicciacolini.
Vale di più una ciribiciaccola
o cinquecento ciribiciaccolini?

I ciribiciaccolini probabilmente sono i frati dell'Abbazia o le colonnine della torre.

domenica 19 febbraio 2012

Elogio alla semplicità - John Lane




Un uomo d'affari si avvicina ad un pescatore sdraiato tranquillamente accanto alla propria barca.


"Perché non stai pescando?" domandò l’uomo d’affari.

"Perché ho già pescato abbastanza pesce per tutto il giorno."

"Perché non ne peschi ancora?"

"E cosa ne farei?"

"Guadagneresti più soldi".
"Allora potresti avere un motore da attaccare alla barca per andare al largo e pescare più pesci.
Così potresti avere più denaro per acquistare una rete di nailon, e avendo più pesca avresti più denaro.
Presto avresti tanto denaro da poterti comprare due barche o addirittura una flotta. 

Allora potresti essere ricco come me."

"E a quel punto cosa farei?"

"Potresti rilassarti e goderti la vita".

"Cosa credi che stia facendo ora?"

 

mercoledì 8 febbraio 2012

Slongà la minestra . . .



Slongà la minestra
col broeud del padron de cà.


Allungare la minestra
aggiungendo il brodo del padrone di casa.

Un ospite improvviso trovava sempre posto a tavola: la minestra sarebbe bastata per tutti, perché allungata, appunto col brodo del padrone di casa.

Il
"brodo del padrone di casa" è l'acqua potabile, di cui i proprietari di casa dotavano gli edifici dati in affitto.

L'acqua veniva prelevata, fin verso il 1880, alla
"tromba", pompa idraulica che la sollevava dal pozzo.

Espressione analoga è:
"Fà el risòtt col broeud del padron de cà", cioè fare un risotto da poveri, aggiungendo al riso, anziché il saporito brodo di carne, la semplice ed insapore acqua.


A Milano si dice così - Eugenio Restelli

domenica 5 febbraio 2012

Mangià el panatton de San Bias







Mangià el panatton de San Bias 

Mangiare il panettone di San Biagio.
 

San Biagio, vescovo in Cappadocia, morì martirizzato con un taglio alla gola, nel 316.

 
Fu venerato in tutta Italia ed in particolare a Milano.

 
La mattina del 2 febbraio, festa di San Biagio, i milanesi sono sempre andati in chiesa a ricevere la benedizione ed a baciare la reliquia "de San Bias, protettor de la gola e del nas".

 
Poi ritornati a casa, era uso poccià in del latt" quella fetta di panettone di Natale che, in quel giorno, ciascuno, con una piccola rinuncia di gola, aveva volontariamente lasciata intatta sulla tavola imbandita e, quindi, conservata e riposta con molta cura.
 


A Milano si dice così - Eugenio Restelli

martedì 13 dicembre 2011

Parole contro la guerra - Emergency





Calendario " Parole contro la guerra "


Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.


sabato 19 giugno 2010

Ti auguro Tempo - Elli Michler









Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.


Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare, non
solo per te stesso,ma anche per donarlo agli altri.
ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno , ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

domenica 18 aprile 2010

Baciami ancora




One, due, tre, four.

Un bellissimo spreco di tempo
un’impresa impossibile
l’invenzione di un sogno
una vita in un giorno
una tenda al di là della duna

Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo
il riflesso di un sole sull’onda di un fiume
son tornate le lucciole a Roma
nei parchi del centro l’estate profuma.

Una mamma, un amante, una figlia
un impegno, una volta una nuvola scura
un magnete sul frigo, un quaderno di appunti
una casa, un aereo che vola.

Baciami ancora…
Baciami ancora…

Tutto il resto è un rumore lontano
una stella che esplode ai confini del cielo.

Baciami ancora…
Baciami ancora…

Voglio stare con te
inseguire con te
tutte le onde del nostro destino.

Una bimba che danza, un cielo, una stanza
una strada, un lavoro, una scuola
un pensiero che sfugge
una luce che sfiora
una fiamma che incendia l’aurora.

Un errore perfetto, un diamante, un difetto
uno strappo che non si ricuce.

Un respiro profondo per non impazzire
una semplice storia d’amore.

Un pirata, un soldato, un dio da tradire
e l’occasione che non hai mai incontrato.

La tua vera natura, la giustizia del mondo
che punisce chi ha le ali e non vola.

Baciami ancora…
Baciami ancora…

Tutto il resto è un rumore lontano
una stella che esplode ai confini del cielo.

Baciami ancora…
Baciami ancora…

Voglio stare con te
invecchiare con te
stare soli io e te sulla luna.

Coincidenze, destino,
un gigante, un bambino
che gioca con l’arco e le frecce
che colpisce e poi scappa
un tesoro, una mappa,
l’amore che detta ogni legge
per provare a vedere
che c’è laggiù in fondo
dove sembra impossibile stare da soli
a guardarsi negli occhi
a riempire gli specchi
con i nostri riflessi migliori

Baciami ancora…
Baciami ancora…

Voglio stare con te
inseguire con te
tutte le onde del nostro destino.

Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…
Baciami ancora…


Jovanotti

mercoledì 24 febbraio 2010

Considero valore - Erri De Luca


 



Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.


giovedì 31 dicembre 2009

Il più bello dei mari - Nazim Hikmet





Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

mercoledì 25 marzo 2009

Il Villano - Nerio Persi




Padre, voglio saper chi è villano.
Figlio mio, se pensi ad un uomo
che prega col cappello in mano
mentre inginocchiato invoca Dio,
pensi a chi piange
bestemmia, poi chiede perdono
mentre asciuga il suo sudore
e carezza spighe di grano,
quello ha il titolo di "Villano ".

Se vedi colui che ha il sorriso
mentre raccoglie grappoli dorati
o piange o si dispera
per le delusioni dell'umano,
prende gli attrezzi da lavoro
con la forte e callosa mano
o si siede in mezzo al campo
quando la fatica tormenta le sue membra
poi ritrova sempre la sua forza,
quello figlio mio è il "Villano ".

Se conosci un uomo
che del trifoglio ama il profumo,
che ama l'aroma del fieno,
che ama produrre frutti profumati,
che ama la tranquillità e la pace,
che ama la sorgente pura
e la rugiada al nascere del sole,
allora, figlio mio sei al cospetto
del figlio che di Dio è il prediletto:
a quell'uomo puoi stringere la mano
perché ha il nobile titolo di "Villano".



Monumento realizzato in Piazza della Repubblica a Pitigliano